HomeEvexhibitionsSulla Pittura: Cingolani, Galliano, Pinelli, Rossi

Sulla Pittura: Cingolani, Galliano, Pinelli, Rossi


24 feb 2018 — 21 apr 2018


a cura di Stefania Margiacchi


La mostra è stata prorogata fino a domenica 22 aprile
inaugurazione: sabato 24 febbraio ore 18.00
25 febbraio > 22 aprile 2018
Orario: lunedì > sabato ore 10-13 / 16-19
Domenica e festivi su appuntamento

Questa mostra nasce con l’intenzione di interrogarsi su quello che è oggi la pittura. E, per farlo, sono stati invitati a partecipare quattro artisti di due generazioni (anni ‘80 e anni ‘60) che potessero raccontare, attraverso il proprio lavoro ed il proprio percorso, cosa sia stata la pittura, come si sia evoluta e cosa sia oggi. Partendo dai primi lavori fino ai più recenti degli artisti in mostra, si possono ritrovare le tracce di un movimento sinusoidale della pittura: dal suo recupero con la Transavanguardia e le sue ondate artistiche, al suo tornare in sordina dalla fine degli anni ’90 fino, di nuovo, al suo riaffermarsi negli ultimi anni.

L’invito è stato rivolto in un primo momento a due giovani artisti: Giulio Saverio Rossi ed Ettore Pinelli. Solo in un secondo momento gli è stato chiesto di segnalare il nome di un artista che – direttamente o meno – fosse stato fondamentale per il loro approccio alla pittura: Giulio ha parlato di Cingolani, suo insegnante di Pittura ai tempi in cui frequentava l’Accademia Albertina di Torino, ed Ettore invece ha indicato Galliano, o più specificatamente le sue opere, in quanto non conosceva l’artista di persona ma trovava molti punti di contatto con il suo lavoro.

Marco Cingolani (Como 1961) e Daniele Galliano (Pinerolo 1961) sono tra i pittori più rappresentativi della scena nazionale e condividono un percorso parallelo che si è intrecciato più volte, inclusa la comune partecipazione al Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2009.

Ettore Pinelli (Modica 1984) e Giulio Saverio Rossi (Massa 1988), sono accomunati, allo stesso modo, da una serie di esperienze condivise, quali i luoghi della formazione, i premi, le residenze, le mostre collettive, che li hanno portati a conoscere l’uno il lavoro dell’altro pur non incontrandosi mai di persona.

Foto di Christian Posani, Giulio Saverio Rossi e Marco Rubegni


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