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La Stagione 4TH


16 nov 2019

19:00

Sabato 16 novembre 2019, a partire dalle ore 19.00, Spaziosiena presenterà il quarto appuntamento de La Stagione, rassegna video a cura di Vincenzo Estremo.

In occasione dell’ultimo appuntamento de La Stagione, verranno mostrati alcuni dei primi lavori di Alterazioni Video che hanno contraddistinto la nascita e lo stratificarsi della ricerca e dell’attivismo del gruppo. Verranno installati Intervallo (2009), Waiting for the tsunami (2007) e Coiffeur (2006) con l’intento di creare una riflessione sulla contraddittorietà e la brutalità dell’immagine contemporanea. Lo screening della durata di un giorno, concluderà la micro-indagine sulle mutazioni dell’immagine in movimento, provando a tirare le somme sull’esperienza senese e accogliendo il lavoro di Alterazioni Video come occasione di spunto sulla funzione politica e dissacrante dell’immagine in movimento proposta dal collettivo.

La Stagione

La Stagione è una programmazione pensata appositamente per lo Spazio Siena che si pone come una vera e propria forma di educazione alla storia e all’evoluzione delle immagini in movimento dagli anni 90 ad oggi. I quattro appuntamenti a scadenza mensile de La Stagione sono un tentativo di avviare e consolidare delle attività di distribuzione ed esposizione dell’immagine in movimento accompagnando ogni incontro con un approfondimento editoriale e curatoriale pensato per avvicinare il pubblico alle complessità del video e dell’immagine in movimento. Sin dalle sue prime manifestazioni, il video è stato associato ad una svolta tecnologica dell’arte, a un mezzo in grado di facilitare produzione, proiezione, distribuzione e diffusione delle immagini. In questo senso molti lavori video sono stati percepiti come ingabbiati in un’autoriflessione sulla tecnologia stessa, invece di pensieri in grado di indirizzare e veicolare l’immediatezza della tecnologia stessa. Proprio a partire da questa riflessione, dalla messa in questione dell’uso della tecnica all’interno della della vita, della società e dell’ambiente, che vuole inserirsi la programmazione di La Stagione, che guarda al video come ad un oggetto di inchiesta, focalizzandosi, di volta in volta, sul modo in cui i diversi artisti hanno utilizzato e continuano ad utilizzare l’immagine in movimento. Un tentativo curatoriale e teorico di mostrare come la tecnologia in cui siamo immersi non è altro che un supporto, una componente coadiuvante se ripensata criticamente così come fanno e hanno fatto molti degli artisti presenti nella programmazione proposta per lo Spazio Siena.

Si partirà con un omaggio alla città di Siena e ad una particolarissima sinfonia di città in forma video che documenta ed evoca il grande evento cittadino del Palio di Siena dell’videoartista e pittore Christian Boustani che nel 1992 realizza Cités Antérieures: Siena. A settembre sarà il turno dello screening dedicato all’artista americana Sadie Benning con una selezione dei suoi lavori iniziali come Living Inside (1989); If Every Girl Had a... (1990) Me and Rubyfruit (1990) Jollies (1990) A New Year (1990). L’appuntamento di ottobre vedrà invece la partecipazione dell’artista francese Maya Schweizer con i lavori L’Étoile de Mer (2019), Insolite (2019) Texture of Oblivion (2016). L’ultimo appuntamento di novembre vedrà invece la partecipazione del collettivo italiano Alterazioni Video con i lavori Waiting for the tsunami (2007), Coiffeur (2006) e Intervallo (2009).

Alterazioni Video

Alterazioni Video è un collettivo di artisti fondatosi nel 2004: Paololuca Barbieri Marchi, Alberto Caffarelli, Matteo Erenbourg, Andrea Masu e Giacomo Porfiri. I componenti di Alterazioni Video vivono tra New York, Berlino e Milano e si ritrovano insieme solo in occasione di progetti specifici e si tengono in contatto grazie ad internet. Arte e società, azione politica e attivismo, sono alcuni dei temi cardine attorno a cui si sviluppa il loro lavoro. Alterazioni Video ha partecipato a varie mostre internazionali: Disobedience (Künstlerhaus Bethanien, Berlino 2005), 52 Biennale di Venezia 2007, Remote Control (MoCA, Shanghai 2007, Manifesta 7 (Rovereto 2008), 12 Biennale di architettura di Venezia 2010, Freak Out (Greene Naftali Gallery, New York 2013). Tra le mostre personali: Chelsea Art Museum (New York, 2006). Il gruppo ha coniato il termine Incompiuto Siciliano rileggendo il paesaggio italiano l’architettura incompiuta producendo un censimento delle opere pubbliche lasciate a metà. Negli ultimi anni la loro ricerca si è focalizzata su un nuovo tipo di produzione cinematografica indipendente, da loro stessi creata e battezzata come Turbo Movie.